(Il 2020 mi ha fatto anche cose buone)

Image for post
Image for post
Lezione di disegno

1. Tonda come una mela, l’esplosiva chioma ricciuta tenuta a fatica insieme da un elastico, l’andatura spavalda, I. entra in classe sfoggiando la sua tenuta a quattro mesi a questa parte: leggins e maglietta bianchi e neri, sneakers imbottite. Sotto l’orlo della mascherina c’è un sorriso da pubblicità, sopra trionfa il suo nasino francese, che come al solito lascia scoperto, per poterselo grattare con comodo durante le lezioni.

Mimo con le mani il gesto di tirarsela su — sapendo che sarà solo il primo di una lunghissima serie di richiami. Ah sì…


Image for post
Image for post
La paziente impaziente

…buongiorno!

Buongiorno!

Per colazione cosa prende: tè, latte oppure orzo?

Cappuccino con spolverata di cacao.

Ahahahah. Siamo di buon umore stamattina, eh? Fette biscottate o biscotti?

…e un cornetto mandorlato, grazie.

***

Può portarmi il vassoio della colazione fuori dalla porta? Così evito di entrare in stanza… grazie.

Prego, si figuri.

***

Pronto. Ciaocaro, visto che stamattina ho un intervento, volevo chiederti…,

***

Il braccio! Il braccio non devi tenerlo piegato, sennò la flebo non scende. La vedi, la goccia? Tienilo così…. ecco, brava.

***

Oh, hai visto la nuova RS 6? 600 cavalli!

Sì, ma le macchine sportive non…


“Scuole chiuse”, per chi?

Image for post
Image for post
Aspettando il decreto

Pubblicità, comunicazione istituzionale, giornalismo, e dulcis in fundo Pubblica Istruzione: con l’annuncio (confermato dopo ore di estenuanti balletti) della chiusura delle scuole in tutta Italia, ieri ho sentito di esserci dentro fino al collo, a questo coronavirus. Professionalmente parlando, intendo.

Come addetta alla comunicazione istituzionale e pubblicitaria, ideatrice di campagne informative sui temi della salute pubblica in tempi cosiddetti non sospetti, pre-social, dove ai giornali, alla radio e alla televisione ancora si accordava, se non fede, una scettica fiducia.

Come pubblicista autrice di articoli di divulgazione scientifica, quando bastava una virgola fuori posto ad attirarti immediate…


Image for post
Image for post
Tempus fugit…

Ieri

- Ieri è stata la giornata degli infarti, oggi è quella delle polmoniti, mugugna l’infermiere spingendo una barella, la tua.

Poi si ricorda che tra queste ultime potresti esserci anche tu, e ti chiede Come ti senti?, con un sorriso che gli scopre tutti i denti. Due lacrime ti solleticano gli occhi, le ricacci indietro.

- Un’altra polmonite? È la quarta nel giro di un’ora che mi portate dal pronto soccorso: giornataccia!, esclama il primario di pneumologia squadrandoti.

Poi, con una carezza nella voce: — Come si sente? La sento in affanno.

Provi a rispondergli, e dalla gola ti…


Un 25 novembre fuori stagione.

Image for post
Image for post
Try walking in my shoes…

Quando la signora Emilia suonò al nostro campanello quel pomeriggio di agosto, eravamo ufficialmente in vacanza. Papà aveva appena dato fuoco alle braci della fornacetta sul balcone e si apprestava ad arrostirci i peperoni; mamma invece era in cucina, intenta a preparare il condimento: sedano tritato, aglio, prezzemolo, sale e tanto, tanto olio d’oliva.

Io andavo da una stanza all’altra, irrequieta come un’undicenne appena rientrata dal mare che cerca scuse per rimandare il più possibile il momento della doccia. …


Image for post
Image for post
Riparatevi… finché siete in tempo!

Premessa

Per “spiaggia” qui si intende solo quella libera da concessioni balneari. Quanto ai “tipi” che la popolano, e che la copydimare ha scandagliato nel seguente papiro, l’elenco si limita a illustrare solo alcune specie (le più appariscenti e/o interessanti secondo l’autrice), della numerosa, multiforme…

Fauna marina del medio Adriatico, nel medio d’agosto, nel mezzo del giorno

Gazebisti

Formati da grappoli di parenti e/o amici fitti come uve Montepulciano, calati a riva dai paesi vicini, carichi di vettovaglie e attrezzature atte ad assicurare ai rispettivi nuclei familiari (bisavoli, neonati e cuccioli compresi) tutto il necessario per sopravvivere in loco per…


Image for post
Image for post
Cocomero, my love!

Tra le undici e mezza e mezzanotte: è quello il momento in cui, se non hai troppo sonno, ti ritrovi a fare un bilancio della tua giornata. Ripercorri i momenti belli, quelli brutti, quelli insulsi e quelli memorabili, nel bene e nel male. Non sempre segui un ordine cronologico: lasci che la tua mente vaghi da un momento all’altro, e così facendo ti tornano in mente episodi che avevi dimenticato anzi rimosso, dettagli minimi ingigantiti dalla stanchezza, o semplicemente dall’insofferenza per il caldo sahariano che stanotte visualizzi come un pesante materasso fatto di lana di pecora, nera.

Niente, non riesci…


Una nevrotica parabola vintage

In omaggio a mia madre, sarta sopraffina, e a Elvira Seminara, autrice dell’”Atlante degli abiti smessi”.

Image for post
Image for post
Armadio mio…

Ci hai provato tante volte negli ultimi mesi, negli ultimi anni, senza mai riuscirci davvero. Ore e ore trascorse passando in rassegna i tuoi capi, misurandoli uno per uno, facendo pile distinte per colore, materiale, stagione… per accorgerti alla fine che non era quella la volta buona, quella definitiva, per rimettere a posto l’armadio, sfrondarlo del vecchio e lasciare spazio a una nuova, più aderente immagine di te.

A parte qualche rara, sofferta epurazione, non sei ancora riuscita a buttarli…


Image for post
Image for post
Keith Haring, “Untitled”

Addà passà ‘a nuttata.

(Eduardo De Filippo)

Apri gli occhi. Un bel lampadario spento, sobrie volute di ferro battuto e vetro soffiato, ti pende addosso. Accanto a te un corpo alle prese con i piccoli movimenti a scatti che precedono il risveglio, quel corpo il cui calore e il cui respiro ti hanno fatto compagnia in una notte che sembrava non finire mai.

Dalle tendine di lino leggero con bordo ricamato su vetri doppi su persiane abbassate per metà filtra il giorno. “C’è il sole”, senti dire da qualcuno fuori; sarà il vicino che porta a spasso il cane. L’idea…


Una mattana tardoautunnale

Image for post
Image for post

Tra occupazioni e preoccupazioni, questo novembre sta volando, papà. Al punto che quest’anno non sono riuscita, o meglio: non mi sono ricordata, di lasciarti la tavola apparecchiata, nella notte tra il 1° e il 2. La “tavola dei morti”, antichissima usanza popolare ancora viva nella nostra regione, al punto da farne oggetto di sagre e rappresentazioni pubbliche, e di rituali domestici molto privati.

Il mio, da quattro anni a questa parte, dopo cena e prima di andarmene a letto la sera del 1°, era di lasciare sulla tavola della cucina dei mandarini, e/o delle castagne, dei cachi……

Franca Di Muzio

copywriter, ufficio stampa, giornalista, scrittrice... di mare

Get the Medium app

A button that says 'Download on the App Store', and if clicked it will lead you to the iOS App store
A button that says 'Get it on, Google Play', and if clicked it will lead you to the Google Play store